La città di Ovada, il turismo, l’arte, e il suo famoso vino il dolcetto di Ovada

Ovada 2° Raduno Nazionale Vespa Club Miss Vespa Club

A Ovada in provincia di Alessandria, in Piemonte,
da venerdì 18 Luglio 2008 a domenica 20 Luglio 2008 si terrà
il 2° Raduno Nazionale Vespa Club. All’iniziativa sono connessi molti eventi.
Nel comune di Ovada Venerdì 18 Luglio 2008, gli appassionati della mitica Vespa si incontreranno per il 2° raduno nazionale. L’apertura delle iscrizioni avverrà alle ore 18.30. Alle 19 seguirà un aperitivo di benvenuto. E alle 21 nello sferisterio comunale, con l’entrata libera, inizierà la serata dedicata alla Noche Cubana, lo spettacolo di musica caraibica e latino americana avverrà con l’animazione e l’esibizione di Viscomi Valerio e Provenzano Antonella, campioni italiani 2008, latin hustle e master class, con la partecipazione del DJ Massimo Gallo, il servizio bar è fornito dalla Gelateria Lung’Orba, per informazioni telefonare A Luca 333 5328754.

Sabato 19 Luglio sempre con ingresso gratis, nello sferisterio comunale, alle ore 21.30 ci sarà la sfilata per l’elezione di Miss Vespa Club, alle 22 lo spettacolo dei Buio Pesto un famoso complesso musicale dialettale italiano proveniente da Genova. E alla fine della serata verranno elette le vincitrici dei concorsi Miss Vespa Club, Miss Raduno, Miss 50 special e Miss Primavera, e ci sono in palio altri bellissimi premi, sarà presente all’elezione delle miss, come madrina della serata Cinzia Scarrone, testimonial della Piaggio anni “70″. Il concorso è organizzato dal Vespa Club Ovada, per informazioni telefonare allo 0143 80562, il servizio bar è fornito dalla Gelateria Lung’Orba, per informazioni telefonare A Luca 333 5328754.

Il programma completo della manifestazione.

Venerdì 18 luglio

ore 18,30 apertura delle iscrizioni, sistemazione dei partecipanti nello spazio riservato al campeggio.

ore 19,00 aperitivo di benvenuto.

ore 21,00 Noche Cubana serata di danze caraibiche e latino americane.

Sabato 19 luglio

ore 10,00 apertura delle iscrizioni, sistemazione dei partecipanti nello spazio riservato al campeggio.

ore 18,00 Partenza per un mini giro turistico e aperitivo in rosa con omaggi alle signore, (conducenti o passeggeri)

ore 20,00 cena in terrazza

ore 21.30 sfilata per l’elezione di Miss Vespa Club

ore 22,00 Buio Pesto in concerto

ore 00.30 Sfilata e proclamazione di Miss Vespa Club

Domenica 20 luglio

ore 8,30 apertura delle iscrizioni

ore 9,00 apertura mercatino

ore 11,00 partenza per le vie di Ovada con giro turistico

ore 12,00 aperitivo nel comune di Molare

ore 13,00 pranzo nella suggestiva frazione di San Luca

ore 14,00 inizio premiazione

ore 16,00 Ritorno a Ovada, saluto e termine della manifestazione.

Quote di partecipazione

€ 15.00 iscrizione per venerdì, sabato e domenica

€ 10.00 iscrizione solo per la domenica

€ 15.00 pranzo della domenica (300 posti disponibili)

L’iscrizione comprende:

L’aperitivo di benvenuto al venerdì

L’aperitivo del sabato

Cena del sabato, a base di spaghetti aglio olio e peperoncino, salciccia alla brace, e le bevande

Il concerto

Il campeggio nelle notti di venerdì e sabato

La colazione della domenica

I gadgets garantiti per i primi 450 iscritti

Le attività facoltative

Attività facoltative

Visita al mercato del biologico e dell’artigianato eco compatibile (sabato mattina)

Visita al mercato

Visita al museo della maschera

Visita al museo ornitologico

Visita al museo paleontologico

Bagno negli stupendi torrenti della zona

ecc. ecc.

Regolamento

La partecipazione è consentita a tutti i possessori di veicoli di marca Piaggio

Il Vespa Club Ovada declina ogni responsabilità civile e penale per danni causati da o a persone e cose prima durante e dopo manifestazione. Vige inderogabilmente il codice

della strada, pertanto i partecipanti dovranno indossare il casco, e avere mezzi in rgola con il sopra citato codice. Con l’iscrizione i partecipanti dichiarano di essere a conoscenza del

regolamento.

Questo post è offerto dalla

Pasticceria Gelateria Artigiana. Lung’Orba. via Lung’Orba Mazzini 8. 15076 Ovada (AL). Tel: 0143 822987 - 333 5328754

In collaborazione con il Vespa club di Ovada www.vespaclubovada.com

E pubblicato sui siti

www.immaginidalmondo.net

viniovada.altervista.org

Foto Ovada
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comune di ovada via torino riqualificazione urbana

Il vicesindaco del comune di Ovada annuncia un intervento di riqualificazione urbana, per mettere a posto l’asfalto di via Torino.
Secondo una articolo riportato dall’Ovadese il settimanale delle valli Stura e Orba. Il comune di Ovada ha annunciato per bocca dell’assessore ai Lavori Pubblici e vicesindaco Franco Piana, che finalmente le buche nell’asfalto di via Torino dovrebbero avere le ore contate, questo grazie a un progetto di riqualificazione urbana, che costerà al comune di Ovada circa 130.000 Euro. Ormai è tutto pronto ed entro breve tempo dovrebbe iniziare la gara d’appalto. Il vicesindaco ha previsto che i lavori potrebbero iniziare a ottobre, l’intervento che è previsto solo per il tratto tra piazza XX Settembre e piazza Matteotti, oltre all’asfaltatura comprende anche la sistemazione dei marciapiedi, la sistemazione degli scarichi delle acque piovane e l’illuminazione pubblica. Le buche sono comparse dopo le gelate dell’ultimo inverno, che hanno demolito l’asfaltatura effettuata, diremmo maldestramente, nell’autunno scorso. Speriamo che questa volta i lavori vengano effettuati in una maniera migliore, visto che l’asfaltatura viene rifatta di nuovo in autunno, è auspicabile che gli addetti ai lavori abbiano imparato la lezione, e che gli errori compiuti l’anno scorso non vengano ripetuti. La stessa fonte riporta anche che sono ancora in corso i lavori di sistemazione di via Pio Camera, e la sistemazione degli argini dell’Orba in località Rebba. Viene annunciato anche come imminente l’inizio dei lavori per il nuovo parcheggio in via Dania, e immediatamente dopo si procederà con il parcheggio in piazza del Peso. Invece per la sistemazione più volte preannunciata dell’intervento sui marciapiedi in via Gramsci i tempi si allungano, e si spera che si possano sistemare nella prossima primavera.

Il sito del settimanale L’Ovadese

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denominazione di origine controllata e garantita DOCG dolcetto di Ovada superiore vino Ovada

Al dolcetto di Ovada superiore è stata riconosciuta la DOCG, denominazione di origine controllata e garantita, questo dopo la pubblica audizione del 9 luglio 2008, in cui il verdetto definitivo del Comitato è stato positivo, e il vino potrà chiamarsi semplicemente Ovada.
Le pratiche per ottenere la denominazione di origine controllata e garantita, (docg) per il nostro vino del cuore, il Dolcetto di Ovada Superiore, dopo essere rimaste imbottigliate per alcuni anni al Ministero delle Politiche Agricole, finalmente si sono sbloccate, e si è giunti a una rapida conclusione. Il 3 luglio l’apposita commissione, si è riunita, presso la Camera di Commercio di Alessandria, e una volta scelte 5 aziende che consecutivamente per 3 anni avevano ottenuto per il loro dolcetto la classificazione di superiore, e dopo aver effettuato la degustazione dei vini, hanno espresso le varie valutazioni. Nelle ore pomeridiane sempre nella stessa sede, nella sala del refettorio, ha avuto luogo la pubblica audizione, dopo l’illustrazione si è tenuta la discussione, a cui hanno partecipato i sindaci, i tecnici enologi, i produttori, gli imbottigliatori, le cantine sociali, le organizzazioni di categoria hanno potuto esprimere i loro pareri su tutti i punti della disciplinare. Il presidente della commissione Giuseppe Caldano, ha espresso dei pareri lusinghieri sui vari campioni assaggiati, e quindi si è svolto il dibattito, fra i punti più discussi c’è stato quello sulla denominazione, e alla fine si è deciso che il nome della docg, sia semplicemente Ovada, come era accaduto in precedenza al Gavi, e la possibilità di allargare la zona di vinificazione nei confronti di quella di produzione, per tutelare i diritti acquisiti. L’assessore all’Agricoltura della Provincia di Alessandria, Davide Sandalo ha affermato che la docg sia una grande opportunità di crescita e di valorizzazione del territorio, e ha ringraziato l’Amministrazione Provinciale per il forte sostegno dato all’iniziativa. I resoconti della giornata, sono stati quindi sottoposti al Comitato vitivinicolo riunitosi a Roma il 9 luglio. Il Comitato vitivinicolo con una decisione unanime, ha approvato l’assegnazione della docg, al Dolcetto di Ovada Superiore, e per dare modo ai produttori di decidere già da quest’anno la scelta vendemmiale, ha ridotto il tempo di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale a solo un mese. Annamaria Alemanni, presidente del Consorzio di Tutela, si è detta molto soddisfatta, per il nostro Dolcetto d’Ovada Superiore che si chiamerà semplicemente Ovada, e sarà un vino di alta qualità in base al nuovo disciplinare.
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Nell’Appennino ligure ci sono dei sentieri che ci portano nel paesaggio naturale, dove si può ancora vivere la natura selvaggia, vi proponiamo alcuni itinerari delle valli liguri.
A Ovada con l’affluenza del torrente Stura nel torrente Orba, finisce la Valle Stura che è una vallata che si estende principalmente nella provincia di Genova, e prende il nome dal torrente omonimo. Il torrente attraversa i tre comuni di Masone, Campo Ligure e Rossiglione quest’ultimo diviso in due borgate, quella di Rossiglione Inferiore e quella di Rossiglione Superiore. Come è facile supporre dal nome, la valle è concentrata in tutta la sua lunghezza dai monti che circondano il torrente Stura. I comuni di Masone, Campo Ligure e Rossiglione sono sorti nelle zone del fondovalle dove il torrente ha creato nei secoli delle pianure alluvionali. Lo Stura nasce nella zona dei Piani di Praglia alle pendici del monte Orditano, il suo bacino idrografico è composto da vallate laterali, dove scorrono vari torrenti e ruscelli. Fra le valli che affluiscono nel torrente Stura per la loro bellezza, formata da una natura ancora incontaminata e stupendi paesaggi, sono da citare, la valle del rio Masone, è raggiungibile nei pressi della località Mulino, è percorsa dal ruscello omonimo è formata da monti con le creste piuttosto ripide, da una quasi totale mancanza di zone pianeggianti, e per questo è ancora praticamente disabitata, a parte le poche case che si trovano nelle prossimità di Masone, risalendo il ruscello si trovano le cinque cascate dette “del Serpente” , di cui quella più a monte è senza dubbio la più bella e spettacolare, le cascate formano dei deliziosi naturali laghetti dove l’acqua è stupenda, e le rocce serpentinose che fanno da cornice al ruscello, presentandosi in forma di strapiombi o pietraie insieme alla ricca vegetazione di castagni, rovere e conifere, danno al panorama un aspra bellezza, che diventa sempre più spettacolare mentre si risale verso le pendici del monte Bric del Dente (1.107 metri s.l.m.), dove c’è la sorgente del ruscello, e si trova all’interno del Parco Naturale Regionale del Beigua. Ilprimo affluente dello Stura è il torrente Vezzulla che nasce dal Monte VesoIina (m. 974) in provincia di Alessandria, e dopo aver attraversato l’omonima valle, vi confluisce in prossimità dell’abitato di Masone. Risalendo la vallata poco fuori dal paese di Masone si trova la Chiesa di Santa Maria in Vezzulla, conosciuta come il Romitorio è posta su una pianura di origine alluvionale, circa nel XII secolo furono i monaci Benedettini a edificarla, nel corso dei secoli è stata varie volte danneggiata dalle frequenti alluvioni, costringendo i monaci ad abbandonarla, e vi fu una parziale distruzione della chiesa. Finita la seconda guerra mondiale la Soprintendenza ai Monumenti della Liguria la fece restaurare, utilizzando per la restaurazione le originali fondamenta e absidi. I lavori durarono dal 1945 e il 1950, e oggi l’edificio religioso, è stato dichiarato il Sacrario dei Martiri del Turchino e della Resistenza, in onore dei caduti in battaglia per la liberazione del paese. Nella cripta del Romitorio sono conservate le spoglie del poeta e scrittore Carlo Pastorino. Che nacque nella ridente frazione di Vallechiara, situata in fronte al Sacrario sull’altra riva del torrente Vezzulla, la località immersa in una lussureggiante vegetazione fu il luogo dove il poeta trascorse gran parte della sua vita, e la gente del luogo gli diede l’ispirazione per molti dei suoi lavori. Dopo aver passato alcuni insediamenti industriali la valle sale verso le cime dei monti, lasciando spazio a deliziosi paesaggi lungo il suo cammino verso i mille metri di altitudine, dove finisce in un paesaggio quasi arido, dopo aver fatto vedere a chi l’ha percorsa una notevole varietà di tipi di vegetazione. Sempre da Masone si può proseguire verso il piccolo centro di San Pietro, dapprima la valle è pianeggiante e percorsa da una strada asfaltata, che finisce nel piccolo borgo, da dove continua una strada sterrata che continua a seguire il corso del torrente, che diventa ricco di cascatelle e piccoli laghetti, gioia degli amanti del passare le calde giornate estive a prendere il sole, e a rinfrescarsi in un acqua molto bella. Partendo dal comune di Campo Ligure risalendo la valle formata dal torrente Pònzema si arriva sulle pendici del monte Precaban, ad un altitudine di quasi 1000 metri sul livello del mare, appena iniziata l’esplorazione della valle si trova l’oratoriodei Santi Sebastiano e Rocco, originariamente era dedicato solo a san Sebastiano, da un documento antico si sa che probabilmente fu costruito nel 1418. Nell’interno dell’oratorio si possono ammirare; una tela raffigurante il Martirio di san Sebastiano, dipinta da Domenico Piola, recentemente restaurata. Sopra il coro ligneo, ai lati dell’altare maggiore, ci sono altre 2 belle tele, una di un autore sconosciuto raffigura la Flagellazione di san Sebastiano, l’altra opera di Sante Leoncini, un pittore del luogo, raffigura sant’Irene che assiste san Sebastiano. In un urna all’interno di una nicchia sono conservate le reliquie di San Giulio, un martire romano, che nel 1706 un frate domenicano donò all’oratorio. Molto interessante da vedere è il presepio meccanizzato che viene messo in mostra nel periodo Natalizio all’interno dell’oratorio. Adiacente alla valle del torrente Pònzema, si trova un altra valle formata dal ruscello Angassino, e risalendola passando fra anfratti scavati nelle rocce, e superando molte piccole cascate e laghetti anche da questo percorso si arriva alle pendici del monte Precaban. All’interno del paese di Rossiglione Superiore lo Stura riceve le acque del torrente Berlino che nasce dal monte Pracaban (m. 812), lungo il suo tragitto si trova una riserva per la pesca alla trota, un posto realmente incantevole per i pescatori che devono andarsi a cercare le prede nelle belle acque del torrente. A Rossiglione inferiore invece lo Stura riceve le acque del torrente Gargassa. Da secoli il torrente Gargassa modella una valle realmente incantevole, grazie a cartelli e segnalazioni immessi da alcuni anni è diventato più facile risalirla. La cosa più conveniente da fare è raggiungere in auto il nuovo campo sportivo di calcio di Rossiglione, che si trova dopo aver percorso poco più di un KM della strada che porta a Tiglieto. Bisogna stare un poco attenti alla segnalazione della strada che porta al campo che è a sinistra subito dopo una curva, e non è molto visibile, una volta arrivati c’è un grande parcheggio, lasciata la macchina dietro le tribune del campo di calcio, inizia il sentiero che ci permette di risalire il torrente, non è un percorso troppo impegnativo, specialmente nella prima parte, ma andando avanti non è neanche molto semplice, non è ripido ma bisogna attraversare alcune volte il torrente, e ci si trova anche in zone in cui è meglio non soffrire di vertigini, incaminandoci iniziamo ad attraversare pinete, laghetti, varie cascatelle e successivamente a passare in veri canyon, ci ritroviamo in un ambiente naturale singolare, con aspetti paesaggistici di una suggestiva e rustica bellezza. Arrivando alle cosiddette Rocce Nere di Rossiglione, troviamo uno spettacolo meraviglioso. L’erosione che nel tempo le acque e gli altri agenti naturali hanno fatto su queste rocce sedimentarie, ha generato straordinarie a volte bizzarre forme di guglie, ha favorito la modellazione di creste minutamente frastagliate, di archi e terrazze, oltre a formare varie gole e strapiombi. Nella stagione estiva è facile trovare molte persone che fuggite dal calore delle città si sono venute a rifugiare in questa valle, dove il caldo non è mai torrido, ci si può tranquillamente abbronzare al sole e rinfrescarsi nelle acque piuttosto fredde del torrente. Durante il percorso è abbastanza facile scorgere animali della fauna appenninica, dai rapaci alle lepri, ai serpenti ai caprioli e ai daini, e i cinghiali oltre a varie specie di uccelli da passo. Dopo un ora e mezza di buon cammino si arriva al borgo abbandonato delle Vereire, testimonianza dei tempi che furono. La val Gargassa, è uno dei paesaggi più suggestivi del Parco regionale del Beigua.

La valle, assieme alla valle Orba genovese, è compresa nella Comunità Montana Valli Stura e Orba.

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Ovada chiese, turismo a Ovada, Ovada cosa vedere.

Ovada ha molte cose interessanti dal punto di vista del turismo da vedere, in questo post parliamo delle varie chiese.

La nuova chiesa parrocchiale di N.S. Assunta, costruita alla fine del 1700, monumentale nella sua imponenza e si nota in lontananza per i caratteristici due campanili alti circa 47 metri, che sono il simbolo della città. La facciata della chiesa in stile neo classico, è stata recentemente restaurata, in modo molto semplice e contrasta un poco con l’interno affrescato da Pietro Ivaldi, detto il Muto, con l’interno molto ricco e ornato. I lavori per la costruzione della nuova chiesa sono iniziati intorno al 1770, quando l’ex parrocchia di San Sebastiano era ormai diventata troppo piccola per contenere i fedeli, i lavori durarono circa un quarto di secolo, edificata su progetto del comasco Gio Antonio Delfrate, che prese ispirazione dalla Chiesa di N. S. delle Vigne in Genova. La chiesa ha una base a forma di croce latina, con tre navate, divise da colonne binate, la navata centrale ha una copertura da una volta a botte, le due navate laterali invece sono coperte da volte con forma a crociera. Fra le maggiori opere che si possono ammirare è notevole il quadro dell’Estasi di S. Teresa, opera giovanile di Luca Giordano. La chiesa ha un magnifico altare maggiore costruito in marmo policromo, secondo le indicazioni dell’Antonelli. Gli altari laterali sono stati dedicati ai vari mestieri, e ognuno ha delle raffigurazione dei Santi protettori dei mestieri a cui è dedicato ogni altare. Altri pregevoli altari di bella fattura sono dedicati alla Madonna di Lourdes, al Patrono della Comunità San Giacinto, a San Paolo della Croce, a San Giuseppe ed ai Santi Crispino e Crispiniano. In tutta la chiesa si possono vedere gli stupendi affreschi fatti da Pietro Ivaldi, che ha voluto raffigurare alcuni attimi della vita di Cristo, e ha dedicato un affresco suddiviso in tre parti all’Assunzione di Maria, questo affresco orna la volta del presbiterio, il catino dell’abside, e la parete del coro. Opere di Carlo Vegezzi Bossi sono il complesso dell’organo e la tribuna, eseguiti verso la fine del 1800, sono ornati da pregevoli fregi e dorature, altra opera interessante è la scultura dell’Assunta un opera in marmo scolpita dal Cacciatore. La chiesa è dedicata a Maria Assunta e a San Gaudenzio.

Nel 1631 Ovada era flagellata dalla peste, i fedeli fecero un voto alla Beata Vergine perché li liberasse da quel terribile flagello, al termine dell’epidemia la cittadinanza mantenne fede al voto è iniziò l’edificazione della chiesa della Beata vergine della concezione, e venne affidata all’ordine dei Francescani, che da anni erano presenti nella città, ma non avevano ancora a disposizione una propria sede. La chiesa fu costruita in una maniera molto semplice, la forma è simile a quella di una grande capanna, con la facciata ricoperta da solo dell’intonaco bianco, l’interno della chiesa ha un unica navata, con una copertura a forma di volta, con due uniche cappelle laterali con dei semplici ma belli altari in legno, in seguito alla chiesa vennero fatte diverse modifiche, accanto ad essa venne costruito il convento per i Padri Capuccini, intorno agli anni 1740 su ordine di Nicolo Spinola due abili ebanisti costruirono uno stupendo altare maggiore, in seguito nel 1935 venne anche ricostruito il convento in precedenza semi distrutto da un incendio. Nell’interno della chiesa oltre all’altare maggiore si può ammirare una magnifica statua lignea della Madonna, diversi bei dipinti del Palmieri e di Buffa, dei dipinti di Bersi, e alcuni bassorilievi lignei fatti da Emilio Ravera

Chiesa di Santa Maria delle Grazie o Chiesa di San Domenico o Chiesa degli Scolopi

La chiesa di Santa Maria delle Grazie, chiamata anche degli Scolopi, o Chiesa di San Domenico è di proprietà del comune di Ovada da dopo la caduta di Napoleone, La chiesa nella sua forma attuale fu realizzata insieme al Convento retrostante nel 1481 da padre Giovanni Cagnasso, sulle ceneri di un’antichissima cappella romanica, attualmente incorporata nella struttura dell’abside. I lavori della di costruzione della chiesa iniziarono nel 1481 e terminarono nel 1508, contemporaneamente al convento, che ospitò i Padri Domenicani fino al periodo napoleonico, quando furono allontanati dalle truppe Francesi, che confiscarono i fabbricati e li usarono sia come sede della gendarmeria che come magazzini e scuderie. Una volta che i Francesi furono sconfitti la chiesa venne restaurata e riaperta al culto, affidandola ai Padri Scolopi, che ne hanno ancora oggi la custodia. La chiesa presenta una pianta rettangolare con tre navate, la navata centrale ha una volta a botte, invece le volte delle navate laterali sono a forma di crociera. Ad un attento osservatore non sfugge la differenza delle forme e degli stili delle colonne che separano la navata centrale da quelle laterali, fatto dovuto ai vari ampliamenti della chiesa stessa. In questi ultimi anni due furiosi incendi hanno colpito la chiesa, il primo nel 1986 ha rovinato l’organo, il coro e l’abside. Il secondo nel 2004 ha colpito la copertura della chiesa che è stata immediatamente restaurata. La facciata della chiesa è semplice, arricchita da un timpano, dal portone centrale, sopra il quale durante i lavori di ristrutturazione fatti in seguito dell’incendio del 1986 è venuta alla luce una lunetta ad affresco, con raffigurata la Madonna, in mezzo a due Santi uno dei quali è San Domenico, e venne riportata alla luce l’antica facciata romanica. Nell’interno della chiesa si può ammirare l’altare della Madonna del Rosario, con una statua marmorea della Madonna eseguita da Filippo Parodi un allievo del Bernini di Roma, contornata da belle formelle in rame dipinte a olio raffiguranti i misteri del rosario. Il seicentesco altare di San Vincenzo Ferreri fatto in marmo policromo. Nella chiesa è conservato anche il vecchio altare maggiore dell’antica parrocchia di S. Sebastiano, si tratta di un finissimo mosaico di marmo con sui due lati, la raffigurazione dell’antico stemma della città. Si possono vedere anche alcune pregevoli tele di cui una del Fiasella, una vicino all’altare di San Giacinto, e un panorama di come era la città nel 1600.

L’antica parrocchia ora loggia di San Sebastiano.

Da una documentazione del tredicesimo secolo si è venuti a conoscenza della Chiesa dedicata a Santa Maria che era stata costruita in forma Romanica semplice, a cui nel quattordicesimo secolo alla navata centrale fatta a capanna vennero aggiunte le navate laterali. Nel 1791 con l’ormai pronta la nuova parrocchia venne venduta e divisa in parti separate, il campanile venne usato come carcere, la navata di destra venne acquistata dalla confraternita di San Giovanni Battista che così riusciva ad accedere in modo indipendente al suo oratorio, la navata centrale e quella di sinistra vennero acquistate e trasformate nel proprio oratorio dalla confraternita di San Sebastiano. Nel 1800 l’edificio venne trasformato in una loggia
mercantile.

Chiesa Santuario di San Paolo della Croce

In corso Italia dove sorgeva una piccola chiesa prefabbricata per volere dei fedeli che si erano stabiliti in questa zona di Ovada che ormai era in piena espansione e che donarono parte del terreno, oltre a partecipare volontariamente ai lavori, e ai fondi donati dagli Istituti Bancari Cittadini. nel 1984 iniziò la costruzione della nuova chiesa santuario dedicata al Santo nato a Ovada, il progetto architettonico venne affidato al Padre Passionista Ottaviano D’Egidio, che facendo la pianta della chiesa con una forma semicircolare, con un innovativa copertura a forma di vela, che poggia su una struttura di lamelle di legno, ha voluto simboleggiare l’elevazione dello spirito umano verso Dio. La parte esterna è fatta in cemento armato, la facciata è arricchita da un gruppo bronzeo raffigurante San Paolo della Croce insieme al fratello Giovanni Battista Daneo, opera fatta dal maestro passionista Tito Amedei nel 1994.

Foto chiese Ovada
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Il dolcetto di Ovada, il dolcetto d.o.c, prodotto dalle aziende vinicole di Ovada, e dintorni è senza dubbio uno dei migliori esponenti di quei tipi di vino che hanno reso il Monferrato famoso per i suoi vini.
A sentire la parola dolcetto la maggior parte dei consumatori pensa a un vino dolce, addirittura qualcuno pensa che sia simile al brachetto, invece questo nome va associato subito ad un vino fresco, fruttato, molto carico di colore, che nelle versioni base, praticamente tutte prodotte con il solo uso di attrezzature in acciaio o cemento vetrificato, danno il massimo per essere servite a tavola quotidianamente, per l’alta godibilità e la piacevole sensazione che porta in chi lo beve, e il consumo quotidiano è favorito da un buon rapporto tra qualità e prezzo. E senz’altro merita di essere annoverato tra i tantissimi ottimi vini che il panorama italiano offre, tra di questi alcuni hanno raggiunto una fama che li ha resi molto conosciuti ed apprezzati, altri seppure di altrettanto valore non sono ancora abbastanza conosciuti e rinomati. Frequentemente degli ottimi vini sono diventati di moda, grazie alla facilità con cui il loro nome si ricorda e quindi rendendo facile dare sfoggio di una propria cultura enologica nei confronti degli amici o della donna corteggiata al ristorante. Per avere la denominazione di origine controllata, “Dolcetto d’Ovada”, Il vino rosso “Dolcetto d’Ovada” deve essere ottenuto dalle uve provenienti dai vigneti composti dal vitigno Dolcetto. Le uve devono essere prodotte nella zona di produzione comprendente l’intero territorio dei comuni di: Ovada, Belforte, Monferrato, Bosio, Capriata d’Orba, Carpeneto, Casaleggio Borio,Cassinelle, Castelletto d’Orba, Cremolino, Lerma, Molare, Montaldeo, Montaldo Bormida, Mornese, Morsacco, Parodi Ligure, Prasco, Roccagrimalda, San Cristoforo, Silvano d’Orba, Tagliolo Monferrato, Trisobbio. Le uve destinate alla vinificazione devono essere in grado di dare al vino “Dolcetto di Ovada” una gradazione alcolica naturale di almeno 11 gradi. Nella pratiche della vinificazione sono ammesse solo quelle enologiche leali e costanti, che sono poi quelle tradizionali della zona, e servono a conferire al vino le sue caratteristiche peculiari. Il vino “Dolcetto di Ovada”, ottenuto da uve che hanno una gradazione alcolica minima non inferiore ai 12 gradi, e viene immesso sul mercato con una gradazione alcolica minima di 12,5 gradi, può avere nell’ etichetta la denominazione di qualità superiore, ma deve essere sottoposto ad almeno un anno di invecchiamento, partendo dal 1° gennaio successivo all’annata in cui sono prodotte le uve. Il vino Dolcetto di Ovada quando viene messo in vendita deve avere le seguenti caratteristiche: un colore rosso rubino intenso, tendente al granato se il vino è invecchiato; Il suo odore vinoso caratteristico, il sapore, deve essere asciutto, morbido, armonico, e può essere gradevolmente mandorlato oppure amarognolo. Con una gradazione alcolica minima di 11,50 gradi. Il vino Dolcetto di Ovada, deve essere confezionato , in bottiglie di forma bordolese, borgognona o similari, oppure corrispondenti a quelle di antico uso e tradizione. Se nell’etichetta compare l’ identificazione dell’annata di produzione delle uve, deve essere veritiera e documentabile. Nell’etichetta non devono essere presenti aggettivi tipo, extra, fine, scelto, selezionato o simili. Ma possono comparire indicazioni che si riferiscano a nomi, ragioni sociali, o marchi privati, che non abbiano scopo di lucro e che non possano trarre in inganno gli acquirenti. L’etichette può contenere le indicazioni geografiche e toponomastiche, che si riferiscono, ai comuni o alle frazioni, oppure a aree, fattorie e località’, dalle quali provengono le uve che hanno prodotto il vino.
Foto Ovada
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comune di Ovada, mappa città di Ovada.

In questo post vi diamo notizie sul comune di Ovada, vi offriamo una mappa della città, una cartina dei suoi dintorni, e una serie di foto di Ovada.
Ovada è una tranquilla cittadina del basso Piemonte, in provincia di Alessandria è situata al confine con la Liguria, il territorio del suo comune è caratterizzato da dolci colline, coperte da innumerevoli vigneti che l’hanno resa famosa per l’ottimo vino prodotto dai vari viticoltori. La città è collocata su un pianoro, proprio dove il torrente Stura si immette nel torrente Orba, il comune ha circa 12.000 abitanti, essendo circondato anche da molti boschi, è un luogo che vive ancora a stretto contatto con la natura, e attira molte persone dalle grandi città in cerca di un aria più pulita e del tanto verde che la zona offre, nella stagione autunnale la città e i comuni limitrofi sono letteralmente presi d’assalto dai cercatori di funghi, che nascono in buone quantità nei tanti boschi del luogo, ma sono anche tanti i turisti che d’estate arrivano a cercare dei luoghi freschi, e approfittano dei tanti torrenti della zona per passare una giornata ad abbronzarsi e fare il bagno in acque che in alcuni posti sono ancora pulite, anche se ormai per trovare posti del genere bisogna allontanarsi dalla città e recarsi nel torrente Orba, partendo da Molare e risalendolo verso il lago artificiale di Olbicella, oppure nel torrente Piota partendo dal comune di Lerma e risalendo verso i laghi della Lavagnina. Ad Ovada molti ci si recano anche per gustare i piatti tipici della zona, molti dei quali a base di funghi, ma anche di tartufi bianchi, che seppure nella zona non si trovino in notevoli quantità sono gustosi e profumati e molto apprezzati dai buongustai, e naturalmente per gustare il vino dolcetto di Ovada. Sia in città che nei comuni confinanti si svolgono moltissime sagre, dove oltre al mangiare si passa una serata ballando e ascoltando la musica. Il comune di Ovada confina con i comuni di: Rocca Grimalda, Belforte Monferrato, Cremolino, Molare, Trisobbio, Silvano d’Orba, Tagliolo Monferrato e Rossiglione. La Storia: Il nome Ovada deriva dal latino Vadum,e probabilmente deriva dall’esistenza nell’epoca dei romani di un luogo di transito e guado nelle vicinanze della confluenza dei due torrenti. La prima volta che si trova traccia di Ovada è in documenti del X secolo, in seguito fece parte dei territori della famiglia degli Aleramici, dei marchesi di Gavi, dei marchesi del Bosco, e quindi della nobile famiglia italiana dei Malaspina, prima di passare sotto il governo di Genova intorno al 1275, in seguito venne occupata dai duchi di Milano che l’assegnarono alla famiglia Trotti, quindi fino al 1500 circa divenne un feudo della famiglia di Agostino Adorno, che era il governatore per conto degli Sforza. Immediatamente dopo fu riconsegnata alla famiglia Trotti dal re di Francia Luigi XII. In quel periodo vi fu una ribellione della popolazione locale contro i feudatari, e in seguito all’ascesa di Andrea Doria nell’impero di Genova, passò sotto la protezione dell’impero quando le truppe di Bartolomeo Spinola la conquistarono, obbligando alla fuga i Trotti, verso Alessandria. Nel 1630 la città venne colpita dalla peste e morirono circa quattro quinti degli abitanti. Poco dopo lo scoppio della guerra di successione austriaca Ovada venne occupata dalle truppe austro-piemontesi che rimasero circa tre anni, in seguito venne occupata dalle truppe di Napoleone durante le Campagne d’Italia, e alla caduta dell’imperatore divenne una città del regno di Sardegna sabaudo nel 1815. E da quel momento le vicissitudini della città sono le stesse dello stato sabaudo.
Foto Ovada
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