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Ovada chiese, turismo a Ovada, Ovada cosa vedere.

Ovada ha molte cose interessanti dal punto di vista del turismo da vedere, in questo post parliamo delle varie chiese.

La nuova chiesa parrocchiale di N.S. Assunta, costruita alla fine del 1700, monumentale nella sua imponenza e si nota in lontananza per i caratteristici due campanili alti circa 47 metri, che sono il simbolo della città. La facciata della chiesa in stile neo classico, è stata recentemente restaurata, in modo molto semplice e contrasta un poco con l’interno affrescato da Pietro Ivaldi, detto il Muto, con l’interno molto ricco e ornato. I lavori per la costruzione della nuova chiesa sono iniziati intorno al 1770, quando l’ex parrocchia di San Sebastiano era ormai diventata troppo piccola per contenere i fedeli, i lavori durarono circa un quarto di secolo, edificata su progetto del comasco Gio Antonio Delfrate, che prese ispirazione dalla Chiesa di N. S. delle Vigne in Genova. La chiesa ha una base a forma di croce latina, con tre navate, divise da colonne binate, la navata centrale ha una copertura da una volta a botte, le due navate laterali invece sono coperte da volte con forma a crociera. Fra le maggiori opere che si possono ammirare è notevole il quadro dell’Estasi di S. Teresa, opera giovanile di Luca Giordano. La chiesa ha un magnifico altare maggiore costruito in marmo policromo, secondo le indicazioni dell’Antonelli. Gli altari laterali sono stati dedicati ai vari mestieri, e ognuno ha delle raffigurazione dei Santi protettori dei mestieri a cui è dedicato ogni altare. Altri pregevoli altari di bella fattura sono dedicati alla Madonna di Lourdes, al Patrono della Comunità San Giacinto, a San Paolo della Croce, a San Giuseppe ed ai Santi Crispino e Crispiniano. In tutta la chiesa si possono vedere gli stupendi affreschi fatti da Pietro Ivaldi, che ha voluto raffigurare alcuni attimi della vita di Cristo, e ha dedicato un affresco suddiviso in tre parti all’Assunzione di Maria, questo affresco orna la volta del presbiterio, il catino dell’abside, e la parete del coro. Opere di Carlo Vegezzi Bossi sono il complesso dell’organo e la tribuna, eseguiti verso la fine del 1800, sono ornati da pregevoli fregi e dorature, altra opera interessante è la scultura dell’Assunta un opera in marmo scolpita dal Cacciatore. La chiesa è dedicata a Maria Assunta e a San Gaudenzio.

Nel 1631 Ovada era flagellata dalla peste, i fedeli fecero un voto alla Beata Vergine perché li liberasse da quel terribile flagello, al termine dell’epidemia la cittadinanza mantenne fede al voto è iniziò l’edificazione della chiesa della Beata vergine della concezione, e venne affidata all’ordine dei Francescani, che da anni erano presenti nella città, ma non avevano ancora a disposizione una propria sede. La chiesa fu costruita in una maniera molto semplice, la forma è simile a quella di una grande capanna, con la facciata ricoperta da solo dell’intonaco bianco, l’interno della chiesa ha un unica navata, con una copertura a forma di volta, con due uniche cappelle laterali con dei semplici ma belli altari in legno, in seguito alla chiesa vennero fatte diverse modifiche, accanto ad essa venne costruito il convento per i Padri Capuccini, intorno agli anni 1740 su ordine di Nicolo Spinola due abili ebanisti costruirono uno stupendo altare maggiore, in seguito nel 1935 venne anche ricostruito il convento in precedenza semi distrutto da un incendio. Nell’interno della chiesa oltre all’altare maggiore si può ammirare una magnifica statua lignea della Madonna, diversi bei dipinti del Palmieri e di Buffa, dei dipinti di Bersi, e alcuni bassorilievi lignei fatti da Emilio Ravera

Chiesa di Santa Maria delle Grazie o Chiesa di San Domenico o Chiesa degli Scolopi

La chiesa di Santa Maria delle Grazie, chiamata anche degli Scolopi, o Chiesa di San Domenico è di proprietà del comune di Ovada da dopo la caduta di Napoleone, La chiesa nella sua forma attuale fu realizzata insieme al Convento retrostante nel 1481 da padre Giovanni Cagnasso, sulle ceneri di un’antichissima cappella romanica, attualmente incorporata nella struttura dell’abside. I lavori della di costruzione della chiesa iniziarono nel 1481 e terminarono nel 1508, contemporaneamente al convento, che ospitò i Padri Domenicani fino al periodo napoleonico, quando furono allontanati dalle truppe Francesi, che confiscarono i fabbricati e li usarono sia come sede della gendarmeria che come magazzini e scuderie. Una volta che i Francesi furono sconfitti la chiesa venne restaurata e riaperta al culto, affidandola ai Padri Scolopi, che ne hanno ancora oggi la custodia. La chiesa presenta una pianta rettangolare con tre navate, la navata centrale ha una volta a botte, invece le volte delle navate laterali sono a forma di crociera. Ad un attento osservatore non sfugge la differenza delle forme e degli stili delle colonne che separano la navata centrale da quelle laterali, fatto dovuto ai vari ampliamenti della chiesa stessa. In questi ultimi anni due furiosi incendi hanno colpito la chiesa, il primo nel 1986 ha rovinato l’organo, il coro e l’abside. Il secondo nel 2004 ha colpito la copertura della chiesa che è stata immediatamente restaurata. La facciata della chiesa è semplice, arricchita da un timpano, dal portone centrale, sopra il quale durante i lavori di ristrutturazione fatti in seguito dell’incendio del 1986 è venuta alla luce una lunetta ad affresco, con raffigurata la Madonna, in mezzo a due Santi uno dei quali è San Domenico, e venne riportata alla luce l’antica facciata romanica. Nell’interno della chiesa si può ammirare l’altare della Madonna del Rosario, con una statua marmorea della Madonna eseguita da Filippo Parodi un allievo del Bernini di Roma, contornata da belle formelle in rame dipinte a olio raffiguranti i misteri del rosario. Il seicentesco altare di San Vincenzo Ferreri fatto in marmo policromo. Nella chiesa è conservato anche il vecchio altare maggiore dell’antica parrocchia di S. Sebastiano, si tratta di un finissimo mosaico di marmo con sui due lati, la raffigurazione dell’antico stemma della città. Si possono vedere anche alcune pregevoli tele di cui una del Fiasella, una vicino all’altare di San Giacinto, e un panorama di come era la città nel 1600.

L’antica parrocchia ora loggia di San Sebastiano.

Da una documentazione del tredicesimo secolo si è venuti a conoscenza della Chiesa dedicata a Santa Maria che era stata costruita in forma Romanica semplice, a cui nel quattordicesimo secolo alla navata centrale fatta a capanna vennero aggiunte le navate laterali. Nel 1791 con l’ormai pronta la nuova parrocchia venne venduta e divisa in parti separate, il campanile venne usato come carcere, la navata di destra venne acquistata dalla confraternita di San Giovanni Battista che così riusciva ad accedere in modo indipendente al suo oratorio, la navata centrale e quella di sinistra vennero acquistate e trasformate nel proprio oratorio dalla confraternita di San Sebastiano. Nel 1800 l’edificio venne trasformato in una loggia
mercantile.

Chiesa Santuario di San Paolo della Croce

In corso Italia dove sorgeva una piccola chiesa prefabbricata per volere dei fedeli che si erano stabiliti in questa zona di Ovada che ormai era in piena espansione e che donarono parte del terreno, oltre a partecipare volontariamente ai lavori, e ai fondi donati dagli Istituti Bancari Cittadini. nel 1984 iniziò la costruzione della nuova chiesa santuario dedicata al Santo nato a Ovada, il progetto architettonico venne affidato al Padre Passionista Ottaviano D’Egidio, che facendo la pianta della chiesa con una forma semicircolare, con un innovativa copertura a forma di vela, che poggia su una struttura di lamelle di legno, ha voluto simboleggiare l’elevazione dello spirito umano verso Dio. La parte esterna è fatta in cemento armato, la facciata è arricchita da un gruppo bronzeo raffigurante San Paolo della Croce insieme al fratello Giovanni Battista Daneo, opera fatta dal maestro passionista Tito Amedei nel 1994.

Foto chiese Ovada
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