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Il dolcetto di Ovada, il dolcetto d.o.c, prodotto dalle aziende vinicole di Ovada, e dintorni è senza dubbio uno dei migliori esponenti di quei tipi di vino che hanno reso il Monferrato famoso per i suoi vini.
A sentire la parola dolcetto la maggior parte dei consumatori pensa a un vino dolce, addirittura qualcuno pensa che sia simile al brachetto, invece questo nome va associato subito ad un vino fresco, fruttato, molto carico di colore, che nelle versioni base, praticamente tutte prodotte con il solo uso di attrezzature in acciaio o cemento vetrificato, danno il massimo per essere servite a tavola quotidianamente, per l’alta godibilità e la piacevole sensazione che porta in chi lo beve, e il consumo quotidiano è favorito da un buon rapporto tra qualità e prezzo. E senz’altro merita di essere annoverato tra i tantissimi ottimi vini che il panorama italiano offre, tra di questi alcuni hanno raggiunto una fama che li ha resi molto conosciuti ed apprezzati, altri seppure di altrettanto valore non sono ancora abbastanza conosciuti e rinomati. Frequentemente degli ottimi vini sono diventati di moda, grazie alla facilità con cui il loro nome si ricorda e quindi rendendo facile dare sfoggio di una propria cultura enologica nei confronti degli amici o della donna corteggiata al ristorante. Per avere la denominazione di origine controllata, “Dolcetto d’Ovada”, Il vino rosso “Dolcetto d’Ovada” deve essere ottenuto dalle uve provenienti dai vigneti composti dal vitigno Dolcetto. Le uve devono essere prodotte nella zona di produzione comprendente l’intero territorio dei comuni di: Ovada, Belforte, Monferrato, Bosio, Capriata d’Orba, Carpeneto, Casaleggio Borio,Cassinelle, Castelletto d’Orba, Cremolino, Lerma, Molare, Montaldeo, Montaldo Bormida, Mornese, Morsacco, Parodi Ligure, Prasco, Roccagrimalda, San Cristoforo, Silvano d’Orba, Tagliolo Monferrato, Trisobbio. Le uve destinate alla vinificazione devono essere in grado di dare al vino “Dolcetto di Ovada” una gradazione alcolica naturale di almeno 11 gradi. Nella pratiche della vinificazione sono ammesse solo quelle enologiche leali e costanti, che sono poi quelle tradizionali della zona, e servono a conferire al vino le sue caratteristiche peculiari. Il vino “Dolcetto di Ovada”, ottenuto da uve che hanno una gradazione alcolica minima non inferiore ai 12 gradi, e viene immesso sul mercato con una gradazione alcolica minima di 12,5 gradi, può avere nell’ etichetta la denominazione di qualità superiore, ma deve essere sottoposto ad almeno un anno di invecchiamento, partendo dal 1° gennaio successivo all’annata in cui sono prodotte le uve. Il vino Dolcetto di Ovada quando viene messo in vendita deve avere le seguenti caratteristiche: un colore rosso rubino intenso, tendente al granato se il vino è invecchiato; Il suo odore vinoso caratteristico, il sapore, deve essere asciutto, morbido, armonico, e può essere gradevolmente mandorlato oppure amarognolo. Con una gradazione alcolica minima di 11,50 gradi. Il vino Dolcetto di Ovada, deve essere confezionato , in bottiglie di forma bordolese, borgognona o similari, oppure corrispondenti a quelle di antico uso e tradizione. Se nell’etichetta compare l’ identificazione dell’annata di produzione delle uve, deve essere veritiera e documentabile. Nell’etichetta non devono essere presenti aggettivi tipo, extra, fine, scelto, selezionato o simili. Ma possono comparire indicazioni che si riferiscano a nomi, ragioni sociali, o marchi privati, che non abbiano scopo di lucro e che non possano trarre in inganno gli acquirenti. L’etichette può contenere le indicazioni geografiche e toponomastiche, che si riferiscono, ai comuni o alle frazioni, oppure a aree, fattorie e località’, dalle quali provengono le uve che hanno prodotto il vino.
Foto Ovada
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