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Maggio 31st, 2008 at 11:21am
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Nell’Appennino ligure ci sono dei sentieri che ci portano nel paesaggio naturale, dove si può ancora vivere la natura selvaggia, vi proponiamo alcuni itinerari delle valli liguri.
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A Ovada con l’affluenza del torrente Stura nel torrente Orba, finisce la Valle Stura che è una vallata che si estende principalmente nella provincia di Genova, e prende il nome dal torrente omonimo. Il torrente attraversa i tre comuni di Masone, Campo Ligure e Rossiglione quest’ultimo diviso in due borgate, quella di Rossiglione Inferiore e quella di Rossiglione Superiore. Come è facile supporre dal nome, la valle è concentrata in tutta la sua lunghezza dai monti che circondano il torrente Stura. I comuni di Masone, Campo Ligure e Rossiglione sono sorti nelle zone del fondovalle dove il torrente ha creato nei secoli delle pianure alluvionali. Lo Stura nasce nella zona dei Piani di Praglia alle pendici del monte Orditano, il suo bacino idrografico è composto da vallate laterali, dove scorrono vari torrenti e ruscelli. Fra le valli che affluiscono nel torrente Stura per la loro bellezza, formata da una natura ancora incontaminata e stupendi paesaggi, sono da citare, la valle del rio Masone, è raggiungibile nei pressi della località Mulino, è percorsa dal ruscello omonimo è formata da monti con le creste piuttosto ripide, da una quasi totale mancanza di zone pianeggianti, e per questo è ancora praticamente disabitata, a parte le poche case che si trovano nelle prossimità di Masone, risalendo il ruscello si trovano le cinque cascate dette “del Serpente” , di cui quella più a monte è senza dubbio la più bella e spettacolare, le cascate formano dei deliziosi naturali laghetti dove l’acqua è stupenda, e le rocce serpentinose che fanno da cornice al ruscello, presentandosi in forma di strapiombi o pietraie insieme alla ricca vegetazione di castagni, rovere e conifere, danno al panorama un aspra bellezza, che diventa sempre più spettacolare mentre si risale verso le pendici del monte Bric del Dente (1.107 metri s.l.m.), dove c’è la sorgente del ruscello, e si trova all’interno del Parco Naturale Regionale del Beigua. Ilprimo affluente dello Stura è il torrente Vezzulla che nasce dal Monte VesoIina (m. 974) in provincia di Alessandria, e dopo aver attraversato l’omonima valle, vi confluisce in prossimità dell’abitato di Masone. Risalendo la vallata poco fuori dal paese di Masone si trova la Chiesa di Santa Maria in Vezzulla, conosciuta come il Romitorio è posta su una pianura di origine alluvionale, circa nel XII secolo furono i monaci Benedettini a edificarla, nel corso dei secoli è stata varie volte danneggiata dalle frequenti alluvioni, costringendo i monaci ad abbandonarla, e vi fu una parziale distruzione della chiesa. Finita la seconda guerra mondiale la Soprintendenza ai Monumenti della Liguria la fece restaurare, utilizzando per la restaurazione le originali fondamenta e absidi. I lavori durarono dal 1945 e il 1950, e oggi l’edificio religioso, è stato dichiarato il Sacrario dei Martiri del Turchino e della Resistenza, in onore dei caduti in battaglia per la liberazione del paese. Nella cripta del Romitorio sono conservate le spoglie del poeta e scrittore Carlo Pastorino. Che nacque nella ridente frazione di Vallechiara, situata in fronte al Sacrario sull’altra riva del torrente Vezzulla, la località immersa in una lussureggiante vegetazione fu il luogo dove il poeta trascorse gran parte della sua vita, e la gente del luogo gli diede l’ispirazione per molti dei suoi lavori. Dopo aver passato alcuni insediamenti industriali la valle sale verso le cime dei monti, lasciando spazio a deliziosi paesaggi lungo il suo cammino verso i mille metri di altitudine, dove finisce in un paesaggio quasi arido, dopo aver fatto vedere a chi l’ha percorsa una notevole varietà di tipi di vegetazione. Sempre da Masone si può proseguire verso il piccolo centro di San Pietro, dapprima la valle è pianeggiante e percorsa da una strada asfaltata, che finisce nel piccolo borgo, da dove continua una strada sterrata che continua a seguire il corso del torrente, che diventa ricco di cascatelle e piccoli laghetti, gioia degli amanti del passare le calde giornate estive a prendere il sole, e a rinfrescarsi in un acqua molto bella. Partendo dal comune di Campo Ligure risalendo la valle formata dal torrente Pònzema si arriva sulle pendici del monte Precaban, ad un altitudine di quasi 1000 metri sul livello del mare, appena iniziata l’esplorazione della valle si trova l’oratoriodei Santi Sebastiano e Rocco, originariamente era dedicato solo a san Sebastiano, da un documento antico si sa che probabilmente fu costruito nel 1418. Nell’interno dell’oratorio si possono ammirare; una tela raffigurante il Martirio di san Sebastiano, dipinta da Domenico Piola, recentemente restaurata. Sopra il coro ligneo, ai lati dell’altare maggiore, ci sono altre 2 belle tele, una di un autore sconosciuto raffigura la Flagellazione di san Sebastiano, l’altra opera di Sante Leoncini, un pittore del luogo, raffigura sant’Irene che assiste san Sebastiano. In un urna all’interno di una nicchia sono conservate le reliquie di San Giulio, un martire romano, che nel 1706 un frate domenicano donò all’oratorio. Molto interessante da vedere è il presepio meccanizzato che viene messo in mostra nel periodo Natalizio all’interno dell’oratorio. Adiacente alla valle del torrente Pònzema, si trova un altra valle formata dal ruscello Angassino, e risalendola passando fra anfratti scavati nelle rocce, e superando molte piccole cascate e laghetti anche da questo percorso si arriva alle pendici del monte Precaban. All’interno del paese di Rossiglione Superiore lo Stura riceve le acque del torrente Berlino che nasce dal monte Pracaban (m. 812), lungo il suo tragitto si trova una riserva per la pesca alla trota, un posto realmente incantevole per i pescatori che devono andarsi a cercare le prede nelle belle acque del torrente. A Rossiglione inferiore invece lo Stura riceve le acque del torrente Gargassa. Da secoli il torrente Gargassa modella una valle realmente incantevole, grazie a cartelli e segnalazioni immessi da alcuni anni è diventato più facile risalirla. La cosa più conveniente da fare è raggiungere in auto il nuovo campo sportivo di calcio di Rossiglione, che si trova dopo aver percorso poco più di un KM della strada che porta a Tiglieto. Bisogna stare un poco attenti alla segnalazione della strada che porta al campo che è a sinistra subito dopo una curva, e non è molto visibile, una volta arrivati c’è un grande parcheggio, lasciata la macchina dietro le tribune del campo di calcio, inizia il sentiero che ci permette di risalire il torrente, non è un percorso troppo impegnativo, specialmente nella prima parte, ma andando avanti non è neanche molto semplice, non è ripido ma bisogna attraversare alcune volte il torrente, e ci si trova anche in zone in cui è meglio non soffrire di vertigini, incaminandoci iniziamo ad attraversare pinete, laghetti, varie cascatelle e successivamente a passare in veri canyon, ci ritroviamo in un ambiente naturale singolare, con aspetti paesaggistici di una suggestiva e rustica bellezza. Arrivando alle cosiddette Rocce Nere di Rossiglione, troviamo uno spettacolo meraviglioso. L’erosione che nel tempo le acque e gli altri agenti naturali hanno fatto su queste rocce sedimentarie, ha generato straordinarie a volte bizzarre forme di guglie, ha favorito la modellazione di creste minutamente frastagliate, di archi e terrazze, oltre a formare varie gole e strapiombi. Nella stagione estiva è facile trovare molte persone che fuggite dal calore delle città si sono venute a rifugiare in questa valle, dove il caldo non è mai torrido, ci si può tranquillamente abbronzare al sole e rinfrescarsi nelle acque piuttosto fredde del torrente. Durante il percorso è abbastanza facile scorgere animali della fauna appenninica, dai rapaci alle lepri, ai serpenti ai caprioli e ai daini, e i cinghiali oltre a varie specie di uccelli da passo. Dopo un ora e mezza di buon cammino si arriva al borgo abbandonato delle Vereire, testimonianza dei tempi che furono. La val Gargassa, è uno dei paesaggi più suggestivi del Parco regionale del Beigua.
La valle, assieme alla valle Orba genovese, è compresa nella Comunità Montana Valli Stura e Orba. |
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