Computer e siti web a Ovada, il dolcetto di Ovada, informazioni, il turismo e l’arte,

Questo sito non è una testata giornalistica, ma solo un posto dove speriamo gli abitanti di Ovada, vogliano scrivere un loro parere su quello che succede in città, se volete pubblicare un post, inviatelo a Mail con il vostro nome e cognome che non saranno pubblicati a meno che non lo desideriate. Il post deve essere inserito dall'amministrazione del sito, solo per evitare che nel sito compaiano parole o frasi ingiuriose, che non sono tollerate. Questo blog può essere anche utilizzato per promuovere la propria attività anche in questo caso se siete interessati scrivete a Mail per qualsiasi motivo mi scriviate per favore indicatemi che vi riferite al sito viniovada. Grazie


ovada resistenza italiana benedicta

Gli anziani di Ovada ancora oggi ricordano con la tristezza nel cuore, quello che è costato alla resistenza italiana e alla zona intorno a Ovada, il massacro della Benedicta, sul Bric dell’ Arpesella, nella zona a sud-ovest del Tobbio, sorgeva quell’antico convento, che quando ormai era semidistrutto, venne trasformato in un cascinale, in cui i Partigiani, durante la Guerra di liberazione, avevano stabilito la sede dell’intendenza della 3° Brigata d’assalto Garibaldi “Liguria”. Tanti ragazzi di tutta la zona, tra i quali molto ovadesi, per sfuggire all’arruolamento obbligatorio dei repubblichini, fuggivano verso la Benedicta, preferendo unirsi ai partigiani contro i tedeschi, piuttosto che arruolarsi nell’esercito loro alleato. Ben presto le due unità presenti nella zona, la Brigata Autonoma “Alessandria”, comandata dal capitano dei granatieri Gian Carlo Odino, e la “Liguria”, comandata dal capitano degli alpini Edmondo Tosi, si ingrossarono, arrivando ad avere complessivamente circa mille uomini, che tuttavia essendo sia male equipaggiati, che male addestrati non costituivano per i tedeschi un grave pericolo, ma sarebbero potute diventare pericolose, in quanto avrebbero potuto essere un punto di appoggio, in caso di un eventuale tentativo di sbarco degli Alleati nelle coste genovesi. E nel quadro dell’offensiva anti partigiana, scatenatasi in tutta l’Italia settentrionale, decisa dai comandanti tedeschi per la primavera del 1944 di distruggere tutte le formazioni partigiane, presenti nei territori attorno alla Benedicta, con un massiccio rastrellamento. Dai dati passati alla storia a quella feroce rappresaglia parteciparono circa 5.000 uomini, in maggioranza tedeschi, ma, qualcuno scrive che ci fossero anche repubblichini e fascisti, con l’appoggio di carri armati, autoblindo e pezzi di artiglieria, le varie colonne erano coordinate da un aereo “Cicogna”. L’operazione iniziò all’alba del 06 aprile del 1944, i tedeschi circondarono tutti i territori compresi tra, la valle Stura, la valle dello Scrivia, e la val Polcevera, chiusero tutte le vie di accesso e fuga del territorio, e divisi in 3 colonne, che marciarono verso il centro del territorio occupato dalle bande partigiane, partendo dai Piani di Praglia, da Voltaggio e da Lerma. La colonna proveniente da Voltaggio costrinse gli avamposti della Brigata Autonoma “Alessandria”, a ritirarsi verso il cascinale della Benedicta, rimasero come retroguardia una trentina di uomini, comandati da Giuseppe Merlo, che avevano il compito do distruggere i materiali non trasportabili e distruggere i documenti. Il 1° Distaccamento della Brigata Garibaldi. esclusivamente composto di partigiani russi, oppose un accanita resistenza, contro la divisione tedesca partita dai Piani di Praglia, ma poi dovettero cedere e si recarono verso le Capanne dl Marcarolo, per congiungersi con altri uomini della “Liguria” , un gruppo formato da ex militari, esperti e sufficientemente armati, e giovani inesperti. Sotto l’urto delle colonne tedesche diversi gruppi si dispersero, e formando piccoli drappelli, e cercarono la fuga, altri piccoli drappelli tentarono una disperata resistenza nelle zone del Monte Colma e il Monte Tugello, sulle pendici del Tobio, ai laghi della Lavagnina, e a Passo Mezzano, dove riuscirono a provocare notevoli perdite ai tedeschi. Il nucleo maggiore della Brigata Autonoma, era stato bloccato dai tedeschi, nelle zone fra il Roverno e il Tobbio, una volta frazionatosi in due gruppi più piccoli, uno composto da più uomini, comandato dal capitano Odino era riuscito a valicare i monti, mentre l’altro rimasto bloccato, veniva raggiunto dagli uomini della retroguardia guidati da Giuseppe Merlo, un terzo gruppo di partigiani, sotto la guida di lsidoro Maria Pestarino, riusciva a congiungersi con gli uomini di Odino. A questo punto la situazione divenne ancora più tragica, con l’arrivo della terza divisione tedesca, partita dai laghi della Lavagnina, i gruppi di partigiani si divisero, alcuni cercarono di raggiungere il cascinale della Benedicta, altri puntarono verso il torrente Gorzente, dove si rifugiarono in una grotta. Il gruppo che tentò di raggiungere la Benedicta venne immediatamente fatto prigioniero dai tedeschi, gli altri, una quarantina di persone raggiunsero la grotta, e come si erano prefissati, ne minarono l’entrata. Nel pomeriggio vennero scoperti dai tedeschi, ma neanche il fatto di far saltare con l’esplosivo l’entrata della grotta, li salvò dalla cattura, e vennero rinchiusi insieme ad altri sventurati compagni, nell’antica cappella dell’ex convento. A questo punto i tedeschi avevano fatto prigionieri la maggior parte degli uomini della Brigata Autonoma, e all’inizio della notte si concentrarono sull’inseguimento dei superstiti della brigata Garibaldi. Il Venerdì Santo, all’alba del secondo giorno del rastrellamento, i tedeschi raggrupparono 75 ragazzi, per la maggior parte sotto i vent’anni, li condussero nel cortile del convento, e una volta privati di tutti i loro effetti personali li spinsero a gruppi di 5 per volta, verso il sentiero che porta al torrente Gorzente, e lì li fucilarono. La zona venne ancora rastrellata nei giorni del 7 e 8 Aprile, e vi furono altre vittime. Alcuni nuclei di partigiani riuscirono a svincolarsi dai blocchi dei tedeschi, o risalendo verso la val Borbera, spostandosi sulla sponda destra del torrente Scrivia, altri guidati da Fillak, si diressero verso Pian Castagna, altri piccoli gruppi cercarono di fuggire in direzione di Novi Ligure e di Serravalle Scrivia. Purtroppo in grande numero caddero in mano ai tedeschi, e diversi di loro vennero fucilati sul posto. Nei pressi del passo Mezzano, una trentina di partigiani ebbero un violento scontro a fuoco con il nemico, e combatterono al limite del possibile, 14 di loro caddero nel combattimento, il loro comandante il tenente Casalini, venne catturato, e fucilato a Voltaggio, luogo dove in due riprese vennero fucilati altri 16 partigiani. 40 Partigiani venero catturati tra Rossiglione e Campoligure, una volta condotti a Masone, 13 di loro vennero fucilati a Villa Bagnara. I tedeschi avevano raggiunto il loro scopo, le formazioni partigiane erano state debellati, ma non erano ancora contenti, continuarono a fare indiscriminate rappresaglie contro tutta la popolazione della zona, e fecero sapere che avrebbero usato clemenza nei confronti dei ragazzi che si fossero presentati ai loro comandi, nello stato di paura che si era formato, molti ragazzi crederono in questa promessa, il risultato fu che circa 300 persone, tra i partigiani fatti prigionieri nel rastrellamento, e i giovani che si presentarono volontariamente ai comandi tedeschi, vennero portati a Novi Ligure, da dove tra il 10 e il 12 Aprile, vennero mandati verso i campi di deportazione in Germania, da cui 149 di queste persone non ritornarono più. Altri 19 partigiani insieme a una quarantina di detenuti politici, vennero fucilati sul Turchino, il 19 maggio. Tra le 97 persone che persero la vita nel rastrellamento, venendo immediatamente fucilati gli Ovadesi, furono, Camera Pio, Canepa Rocco Renato, e Pastorino Romeo.
A Mauthausen si sa che fu deportato Repetto Agostino.

Saremmo molto grati a coloro che sono in possesso di ulteriori informazioni riguardanti questo tragico evento e volessero integrarle in questo post, e possono farlo scrivendo a Mail.

Altre informazione sul Massacro della Benedicta li trovate in
campi di sterminio

RSS 2.0

Comments are closed.